Il mio viaggio in Perù – Arequipa

Il mio viaggio in Perù prosegue verso il sud del paese.
Saluto Cusco e con un viaggio di 10 ore su comodi pullman turistici, arrivo a Puno, la città che affaccia sul Lago Titicaca, il più alto lago navigabile del mondo.
Vi racconterò presto anche di questa tappa ma ora vorrei concentrare la vostra attenzione su una delle più belle città incontrate in questo viaggio, sto parlando di Arequipa.

“La città bianca”, come è stata nominata grazie al sillar, materiale con cui sono costruite alcune case e la maggior parte degli edifici storici. Una piccola pausa dal Perù stesso, tanta le sue differenze dalle altre città visitate.
Uno dei motivi principali è sicuramente dovuta alla bassa influenza incaica in questa parte del paese ed all’immediata resa alla dominazione spagnola.
Proprio la sua storia l’ha resa una città più “europea” ed è perfetta come punto d’ingresso per chi effettua l’itinerario partendo da qui.

Qualcosa che l’accomuna alle altre città peruviane c’è ed è di certo la sua piazza centrale, Plaza de Armas.
Oltre a piccoli ristorantini, negozi e qualche hotel, sulla piazza si affaccia la maestosa Cattedrale dei Gesuiti.

La cattedrale che spicca nella piazza è grande, occupa un intero lato della piazza ma, in verità, soltanto come facciata. Al suo interno le dimensioni si riducono ed è addirittura sviluppata orizzontalmente perché è davvero molto stretta. Tuttavia gli interni sono curati nei minimi dettagli, sono diverse le sculture in marmo proveniente dall’Italia e la cosa che ha attirato di più il mio interesse è stata sicuramente il grande organo che ha la fama di essere il più grande di tutto il Sud America.

Uno dei posti indimenticabili della città è sicuramente il Monastero di Santa Catalina, un convento di suore di clausura (ancora parzialmente attivo) che al suo interno nasconde tanta storia e degli scorci che vi lasceranno senza fiato. Il suo contrasto tra le varie aree del monastero è ancora più visibile grazie ai forti colori delle mura, che vanno dal rosso al celeste e dai coloratissimi fiori ed alberi da frutto che vi capiterà di incontrare nei vari chiostri. Una visita imperdibile come vi dicevo che consiglierei di fare con una guida (multilingue ed al costo di 20 soles) per capire la storia di questo posto ed il modo di vivere delle monache di quel tempo. Dopo un’ora di visita sarete liberi di girare nel monastero da soli e sarà veramente piacevole perdersi tra le stradine interne e scattare foto.

Non può mancare la visita del Museo Santuario Andino, un luogo che vi farà conoscere più a fondo le usanze e credenze religiose del popolo inca.
A quel tempo, nelle zone andine, il metodo più utilizzato per avvicinarsi agli dei e cercare di accontentarli era eseguire sacrifici, molto spesso animali e, purtroppo, anche umani .
Essere scelti come sacrificio era un onore per la persona e per la sua famiglia, perfino la giovane Juanita era cresciuta felice del suo destino.

Lei, in compagnia del sacerdote inca e di alcuni bambini, dopo essere partita dalla regione di Cusco, raggiunge il Monte Ampato (a circa 100 km da Arequipa) per raggiungere il suo scopo, o almeno quello per cui l’avevano istruita.
Nemmeno 14 anni di età, un percorso lunghissimo per raggiungere il luogo del sacrificio e una salita di 6.200 mt con dei sandali ed al freddo. Una storia straziante, difficile da comprendere se ci pensiamo ora.
La piccola Juanita vi attenderà nella sua teca che la mantiene ghiacciata, come è rimasta per 500 anni sul Monte Ampato. Nonostante il vetro divisorio sembrerà di sentirla vicino e di sentire la paura e la tristezza provati durante il suo ultimo viaggio.

Il Museo Andino è aperto dal lunedì alla domenica, in base agli orari riportati nel loro sito (http://www.ucsm.edu.pe/museo-santuarios-andinos) . Juanita sarà in esposizione solo nel periodo che va da maggio a dicembre, nei restanti mesi troverete Sarita, un’altra bambina ritrovata sempre nel Monte Ampato.

Come in tutto il paese, anche ad Arequipa non mancano degli ottimi piatti tipici. Ho capito che la cucina peruviana è davvero ottima!
Io ho provato Victoria – picanteria democratica (Calle San Francisco 227), che propone piatti semplici, a base di carne o pesce, in un ambiente che ricorda altri tempi. La musica non smetterà di farvi compagnia.Un pregio? Un difetto? Me lo direte voi. Le picanterie sono ristoranti tipici e ne troverete tantissimi in città, sono economici e si mangia locale.

Molto più ricercato ed elegante ZigZag (Calle Zela 210), dove vi consiglio di provare il tris di carne su pietra vulcanica, il tutto accompagnato da un buonissimo vino peruviano. Conto nettamente diverso ma l’esperienza vale la spesa.
Allo stesso livello o per alcuni forse il migliore, il ristorante Chicha (Santa Catalina 210) che non ho provato personalmente in questa città ma a Cusco (Plaza Regocijo 261). Necessaria prenotazione, se non obbligatoria per poter trovare posto. Si può prenotare anche online sul loro sito https://chicha.com.pe/en/arequipa/

Da Arequipa partono diverse escursioni della durata di un giorno, come ad esempio:
Rute de Sillar (conosciuta anche come rotta di Ashlar), un tour alla scoperta della cave da dove proviene la pietra presente nella città di Arequipa. Solitamente l’escursione include la dimostrazione del processo di estrazione e la visita della rappresentazione della Chiesa della compagnia di Gesù.

Canyon del Colca, possibile in uno o più giorni, alla scoperta di questo che è uno dei canyon più profondi del mondo, passando attraverso le cittadine di Chivay, Pinchollo e tante altre che si trovano nei dintorni, con uno stop obbligatorio al Mirador de la Cruz del Condor, punto panoramico da cui ammirare il volo di questi uccelli fantastici.

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